I MODELLISTI AMT

Eccomi qui finalmente: Dario Schaps, socio fondatore della branca ticinese del IPMS-CH nel 1988 con altri quattro disperati e da allora The President ad interim. Ormai da 50 anni pratico il modellismo esattamente a partire dall'età di 7 anni (fate voi i conti). Il primo modello è stato un Typhoon scala 1/72 dell’Airfix acquistato nel lontano 1967 nel classico “negozio specializzato”: nel mio caso un venditore di biciclette che, perimetralmente al locale espositivo delle varie Graziella e Gilera, aveva in buon ordine le mitiche scatole della Frog, Esci e le scatole/sacchettini dell’Airfix, i classici colori Humbrol e la mitica colla Britfix. Di stucco, attrezzature, aeropenne e compressori, a parte quelli necessari per gonfiar le gomme delle biciclette e motorini, neanche l’ombra. Inizialmente, dopo aver preso in prestito permanente limetta, forbici e pinzette da mia madre, come quasi tutti i neofiti costruivo senza verniciare nulla ed erano prettamente soggetti aviatori della seconda guerra mondiale oltre a qualche rarissimo mezzo, il tutto in scala 1/72 o simile. Con gli stessi mi divertivo a combattere con amici, a suon di biglie, orde di “pugin” (minuscoli soldatini nel dialetto bresciano di mia nonna) celati dietro muraglie di mattoncini Lego, oppure con il classico petardo nel reattore del malcapitato jet a farlo volare dal balcone del terzo piano ed esplodere al primo sulle ignare auto parcheggiate. Dopo aver costruito quasi tutto il possibile che riuscii a ramazzare delle varie ditte presenti sul mercato, nel trasloco fra Italia e Svizzera dei circa 100 modelli, ne salvai 3…gli ultimi costruiti ed anche i primi verniciati di un’assurda mimetica giallo/verde lucidissima; ciò volle dire ricominciare da zero. Era il 1974 quando giunto a Lugano scoprii l’oggi scomparso Franz Karl Weber e l’universo dei modelli militari Tamiya in scala 1/35. Un fulmine a ciel sereno ed una illuminazione dell’anima: belli gli aerei, e tanti ne ho ancora oggi inscatolati, ma divenni un carrista. Come in una favola il tempo passava giungendo all'età critica in cui le “modelle” presero il posto dei modelli sospendendo per qualche anno il nostro hobby adorato, pur non tralasciando, a tempo alterno, la prova tecnica poi abbandonata di un plastico ferroviario. Una gita a Ferrara mi fece scoprire casualmente il Museo del Modellismo Storico e da quel momento tutto tornò alla mente…la rinata passione per il modellismo, la voglia di ricominciare a costruire, conoscere altri modellisti e fondare un mio sogno: una associazione specifica. Son passati circa trent'anni, ora mi son dato alla quasi misconosciuta Prima Guerra Mondiale ed alla fantascienza, stufo di vedere sempre in ogni concorso/mostra di quegli anni, se pur stupendamente eseguiti, i soliti carri ed aerei della II GM e moderni. Tutto ciò per costruire qualcosa di coloratissimo (aerei scala 1/48 soprattutto tedeschi) e strani mezzi (in genere scala 1/35) ed esercitare la mia passione per la storia amplificando scenograficamente ciò che presento modellisticamente, mi convertii dal 2015 anche (parzialmente) in rievocatore con tanto di divisa da carrista di A7V tedesco.

Ecco fatto, in queste righe distorte vi è un po’ tutto il mio excursus modellistico, da bambino ad adulto appassionato e termino con la mia massima preferita di Neruda:

 

Il bambino che non gioca non è un bambino,

ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre

il bambino che ha dentro di sé.

 Mi chiamo Marco Sulmoni, classe 1966, abito a Novazzano e pratico il modellismo da più di quarant'anni. La mia passione sono modelli militari di tutte le categorie e grandezza. Ho iniziato la mia avventura modellistica nel 1972 con un IL-28 Ilyuschin in scala 1/72 dell'AIRFIX e da li in poi è stata una passione. La mia tendenza principale sono i modelli a elica della seconda guerra mondiale in scala 1/48 e i carri in scala 1/35. Il massimo l'ho raggiunto con il modello DORA in scala 1/35 dalle dimensioni incredibili per un modello, lo puoi vedere nella raccolta fotografica. Sono membro di comitato con la funzione di vice presidente e curo la pubblicazione delle news e della pagina web. Nell'Associazione Modellisti Ticinesi sono entrato nel 1989 e da li in poi sono stato sempre al loro fianco e devo dire che sono un gruppo affiatato e simpatico. Attualmente sto provando l'ebrezza nella costruzione di modelli di aerei della WWI in scala 1/32 della Wingnut Wings e devo dire che sono fantastici. Che dire, nuova tendenza?

 Ciao, mi chiamo Mantovan Stefano, classe 1967, nel lontano 1977 ho cominciato con il primo modello regalatomi al mio compleanno dai miei genitore. Da quel giorno è nata la passione del modellismo che tutt’oggi mi appassiona. Per un certo periodo mi sono dedicato al modellismo navale di galeoni in legno. Nell’ultimo decennio sono ritornato sui modelli in plastica, del genere militare, dal secondo conflitto mondiale ad oggi. Non disdegno i manga e il fantasy. Appena ho l’occasione, visito volentieri musei e istallazioni militari. Sono membro di comitato nell'Associazione Modellisti Ticinesi dal 2010 e sono il creatore del sito web.

Ciao mi chiamo Rezzonico Fabio, modellisticamente parlando nasco 30 anni fa a Varese. La passione mi è stata trasmessa da un mio amico modellista di carri armati e da lì il via nel tempo. Sono passato dai carri alle auto, camion, navi, aerei d’epoca e moderni. Ora mi dedico principalmente ai veicoli militari e aerei moderni russi, con qualche eccezione. Sono anche socio fondatore di un club Frecce Tricolori, mi piace visitare aeoporti e vedere Air Show. Costruisco modelli anche a chi me lo richiede per aiutare chi non é capace a costruire. Nell'Associazione Modellisti Ticinesi sono entrato nel 2001 e da quel momento in poi sono stato travolto dalla passione nel costruire modelli in scala. 

Ciao, mi chiamo Christian Gloor, classe 1967, e costruisco modelli in plastica dall’età di 5 anni. Dovuto alla mia passione per l’aviazione militare mi sono sempre concentrato su questo tema, passando dai jet moderni ai velivoli della seconda guerra mondiale ed ultimamente subendo al fascino dell’aeronautica del periodo 1914-1918. Principalmente costruisco in scala 1/48 e 1/32 e sono comunque aperto anche per altri temi modellistici come veicoli militari, carri armati, navi, razzi ecc. Per l’occasione del centenario dell'aviazione militare svizzera nel 2014, il mio focus venne messo sulla costruzione di soli aerei svizzeri. Mi piace visitare degli air show con warbirds, musei d’aviazione, raduni di veicoli (militari e civili) d’epoca e sono un collezionista di equipaggiamento per piloti ed altri oggetti aeronautici. Sono attivo nell'AMT dal 1998 e attualmente sono segretario e mantengo i contatti con gli altri gruppi svizzeri, visto che la mia madre lingua è il tedesco. 

Mi chiamo Mauro Bianchetto, classe 1959 e come penso valga per tutti i modellisti, ho iniziato con le scatole Airfix nel lontano 1968. L’occasione è arrivata con il mio compleanno. Un mio compagno di giochi di qualche anno più anziano già costruiva i modellini… e per giocare insieme, ho iniziato anche io. Ho costruito il Savoia Marchetti SM 79 in scala 1:72… plastica azzurra, molto bello. All’inizio costruivo senza dipingere, poi 4 anni dopo, sono passato a realizzare i modelli completi, dipinti a pennello. Prima gli aerei e poi, verso i 15 anni, le navi e i primi mezzi corazzati in scala 1:48 della Bandai. Ancora adesso, dopo 42 anni, ne ho ancora! Ho realizzato modelli fino ai 19/20 anni, poi ho smesso. Ero impegnato in molte attività e non avevo tanto tempo libero. Nel 1988, mio fratello aprì un negozio di modellismo a Lugano. È stata l’occasione per riprendere contatto con questo hobby. Attorno a questo negozio si è poi creato un gruppo di amici che, alcuni anni dopo, hanno fondato il nostro Club. Quando ho ripreso a costruire i modelli, mi sono anche avvicinato alle riviste del settore ( a quel tempo poche) e ho così pensato che fare le cose da scatola era troppo semplice e che se le cose difficili le facevano gli altri, potevo farle anche io. Così un po’ per volta, mi sono messo a fare modifiche autocostruite, prima sugli aerei e poi sui mezzi corazzati.

Il fatto è che per fare questo hobby, gli impegni del lavoro e della famiglia non aiutano… si lavora quindi spesso e volentieri di notte! E non si può fare molto. Ci sono quindi dei periodi in cui si fa tanto e altri (più frequenti) in cui non si riesce a realizzare niente. Si fa quindi modellismo virtuale, guardando i siti internet e le riviste. E come tanti, si diventa collezionisti di scatole di montaggio. Ne ho alcune che hanno 25 anni e sono ancora lì nell’armadio! E un centinaio di scatole non sono poche tra aerei e carri armati! Quando le guardo penso a cosa potrei fare, quali modifiche, quali varianti,… e ci si diverte anche così. Per me, ogni modello è un’esperienza diversa. Per la tipologia del modello, per le modifiche che faccio, per il metodo di colorazione e di invecchiamento. Il divertimento sta proprio qui. Fare di ogni modello un’esperienza unica. In questi ultimi anni, le tecnologie degli stampi, la quantità di fotoincisioni, le tecniche di pittura e invecchiamento, ecc. si sono sviluppate in modo incredibile. Diventa più semplice per tutti realizzare dei buoni modelli. Ma per me, lavorare sulle vecchie scatole e dare una nuova vita ai vecchi modelli è molto entusiasmante!

Carlo Reichlin classe 1961.  Sono socio del club dal 1995, molto tempo prima ho cominciato a "pasticciare" con i modellini all'età di dieci anni per circa tre anni. Ho poi ripreso questa passione in maniera "professionale" grazie alla lettura di giornali e libri specializzati ma sopratutto grazie ai preziosi consigli dei membri e amici del club. Mi si è aperto un mondo nuovo su questo meraviglioso hobby; ho potuto approfondire la tecnica di pittura con l'aerografo (utilizzando colori e solventi di varie marche), sulla tecnica di invecchiamento con oli, smalti e pigmenti, l'utilizzo di vari set di miglioria (fotoincisioni e resina). Tutte tecniche sperimentate anche nei vari corsi organizzati dal club. Anche se il nostro hobby è quello di riprodurre un modello il più possibile fedele alla realtà, nel mio caso, e penso anche in quello degli altri modellisti, è navigare con la fantasia ogni qualvolta ci fermiamo a contemplare una scatola di montaggio pensando a come realizzare il nostro futuro modello ambientandolo in un determinato contesto storico (oppure di puro "fantasy"). Insomma prima di armeggiare con la plastica, colla e pennelli, lavoriamo di fantasia e il lavoro finito è già nella nostra testa. Prediligo i mezzi corazzati, che ambiento spesso in scenette, ma ogni tanto sconfino nel campo degli aerei militari, navi, mezzi civili e figurini.

Altre presentazioni seguiranno, non perdetevi le nostre storie.